Genio ribelle ed incompreso, inizialmente, Vasco Rossi è considerato l’icona del pop rock e dell’hard rock italiano. La sua musica è ribelle, come lui: non utilizza mai mezzi termini, ma anzi, più forti sono e meglio è! Non è strano quindi trovare riferimenti al sesso o alla droga nei suoi pezzi, ed il pubblico, che adesso lo ama, ha dovuto spesso leggere critiche sul suo modo di fare musica da parte della stampa.
Avviato alla musica dalla madre, appassionata di musica, alla tenera età di 6 anni, inizia dapprima a prendere lezioni di canto, partecipa e vince, a 13 anni all’Usignolo d’oro, manifestazione canora modenese nata per contrastare lo Zecchino d’Oro, a 14 anni entra nella sua prima band.
E’ affascinato dalla musica italiana dei suoi tempi, ascolta Lucio Battisti, Francesco Guccini, ma soprattutto Francesco De Gregori, che diventerà un po’ il suo mentore, ed i Rolling Stones, grazie ai quali si avvicina al rock. Incide il suo primo 45 giri nel 1977, dietro insistenze di Gaetano Curreri, leader degli Stadio: l’album, “JennySilvia”, contiene i brani “Jenny è pazza” e “Silvia”; l’anno successivo invece pubblica il suo primo album dal titolo “Ma cosa vuoi che sia una canzone”, che non ebbe grande successo al di fuori dell’Emilia Romagna.
L’anno successivo pubblica “Non siamo mica gli americani”, che ottiene un buon successo ma in termine di vendite non di certo in numero soddisfacente: l’album contiene il pezzo ormai storico, rivalutato solo qualche anno dopo “Albachiara”, che diventa la colonna sonora della fine degli anni 80, e viene cantata da Vasco al termine dei suoi concerti.
Il successo vero e proprio di Vasco inizia a presentarsi solo nel 1981, con la pubblicazione dell’album “Siamo solo noi”, reputato tutt’oggi il miglior lavoro del cantante; ma se con la musica Vasco ha successo in tv non è lo stesso: per il suo modo di fare un po’ rude viene spesso criticato ed insieme a lui chi lo ospita nei suoi programmi: la prima critica si ebbe ad opera di Nantas Salvalaggio, definito poi da Vasco come “quel tale che scrive sul giornale”, che lo definisce “ebete, cattivo e drogato”.
Ma Vasco non si lascia intimidire, e benchè sia lontano dagli schemi della sua musica, si presenta l’anno successivo al Festival di Sanremo con il pezzo “Vado al massimo”: nell’Aprile dello stesso anno esce l’omonimo album che resta in
classifica per 16 settimane.
Nel 1983 si ripresenta a Sanremo con “Vita spericolata”, canzone simbolo dell’artista, che però arriva solo al penultimo posto della classifica della manifestazione; segue poi l’album “Boillicine”, che con l’omonimo pezzo vince il Festivalbar di quell’anno. L’anno successivo esce la prima raccolta live “Va bene va bene così”, che resterà in classifica 33 settimane di cui 8 al primo posto; nell’Aprile dello stesso anno però, viene arrestato per detenzione e spaccio senza fini di lucro di stupefacenti: al momento del fermo della polizia aveva con se 26gr di cocaina. Durante la sua detenzione, 22 giorni, riesce a disintossicarsi dalle anfetamine, viene scagionato poi dall’accusa di spaccio, ma viene condannato a 2 anni 8 mesi con la condizionale, per detenzione di stupefacenti.
Nel 1985 pubblica “Cosa succede in città”, considerato l’album della rinascita, che però viene definito dalla critica un po’ fiacco: da quel momento e per i successivi 2 anni Vasco sparisce dalla scena.
Ritorna prepotentemente nel 1987 con il pezzo “C’è chi dice no”, che resta in classifica per 38 settimane, di 12 in testa: la canzone viene definita un vero e proprio capolavoro, il pubblico accoglie il suo ritorno a braccia aperte tanto da costringere Vasco a scegliere gli stadi e non più i palazzetti per i suoi live.
Seguono altri successi, tra cui, nel 1993, “Gli spari sopra” con cui vince 10 dischi di platino: l’album contiene anche il brano “Delusa”, una chiara provocazione alle ragazze di “Non è la Rai”! Nel 1997 esce “Rock”, una serie di brani riarrangiati, l’anno successivo esce “Canzoni per me”, che contiene anche vecchie canzoni scritte all’inizio della carriera e mai pubblicate, per passare poi ai più attuali “Buoni o cattivi” (2004), “Basta poco” (singolo) del 2007, “Il mondo che vorrei” (2008).
Il suo modo ribelle di vivere e fare musica non si è mai placato: si è dato alla politica, schierandosi nel partito di Marco Pannella ma ricevendo solo 1 voto, per poi iniziare a calcare il palco inneggiando i diritti dei lavoratori e ricevendo non poche critiche da parte della classe politica.
L’amore e la devozione che il pubblico ha per lui non è mai scemata, testimonianza sono il numero di date dei live, che Vasco è costretto a raddoppiare di volta in volta, di città in città.
Vasco Rossi è e resterà per sempre, l’icona del rock ed hard rock italiano, ma anche il cantautore che esce fuori dagli schemi e che grida il malessere della società senza mezzi termini: ma chi non lo capisce non può amarlo purtroppo!
Pubblicato da Loredana Di Matteo il mercoledì 07 ottobre 2009
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