Commenta gli articoli
di Musica Italiana, in regalo
tanti album musicali!!

29 luglio

Mina: il debutto ed il successo di un’icona della musica italiana



Scritto da: Loredana Di Matteo

Build your own custom video playlist at embedr.com

La sua carriera musicale inizia da giovanissima: aveva appena 18 anni quando sale sul palco spinta dai compagni di scuola e, senza alcun imbarazzo, incanta il pubblico. La sua passione per la musica aveva profonde radici nel suo cuore: la nonna Amelia l’aveva avvicinata alla musica, per lo più lirica, ma benché a Mina Anna Mazzini, in arte Mina, piacesse di più il genere musicale di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald ed altri big americani, continuava a cantare, cantare, cantare……senza troppo impegno, senza partecipare a nessun concorso o festival.

La passione della musica però viveva anche nella sua famiglia: anche i suoi fratelli avevano abbracciato la via della musica: nel 1958, poco prima di compiere 18 anni, entra a far parte degli “Happy Boys”, la band fondata da Nino Donzelli e composta da Renzo Donzelli alla chitarra, il pianista Giorgio Levi, il cantante-bassista Giacomo “Micio” Masseroli e il batterista Fausto Coelli, come cantante.
La band si esibisce nei locali di Mantova, Parma, Piacenza, ed il pubblico è entusiasta delle sue esibizioni; in breve tempo la band acquista un notevole successo sia a livello nazionale che internazionale, grazie al notevole successo ottenuto dalle prime 4 canzoni incise per mano della Italdisc: le vendite toccano quota 100.000, ormai le porte per il successo sono aperte e, dietro contratto, Mina incide altri 2 45 giri.

Entra a far parte, agli inizi del 1959, di una nuova band: gli Happy Boys erano partiti per una tournèe in Turchi ma Mina non potè parteciparvi perché il padre si oppose; il 1959 arriva il definitivo successo di Mina, grazie all’affermazione del rock and roll anche nella musica italiana: arriva il pezzo che la porta al successo, “Tintarella di Luna”, che viene anche inserito in alcuni film.
Nel 1960 partecipa al Festival di Sanremo, anche se si piazza solo al 7° posto per lei è già un successo: nello stesso anno arriva “Il cielo in una stanza”, scritto da Gino Paoli che, nel giro di pochi mesi, diventa il 45 giri più venduto dell’anno, entrando in classifica anche in Spagna ed Usa.
Partecipa al Festival di Sanremo del 1961 con uno spirito molto poco aggressivo: la stampa l’ha attaccata da parecchi fronti e lei adesso deve superare una prova che si protrarrà per parecchi anni, il confronto con Milva; al festival propone “Io amo tu ami” e “Mille bolle blu”, si piazza 4° con il primo e 5° con il secondo: per lei è un vero e proprio affronto e giura che mai più avrebbe partecipato ad un festival di Sanremo.

Si ritira per qualche anno dalla scena dopo che la stampa la critica e la giudica per la sua relazione con Corrado Pani Minada cui, nel 1963 ha un figlio, Massimiliano; le sue apparizioni in pubblico sono sempre di meno, ed anche l’Italdisc decide di sciogliere il contratto con lei: la Ri-Fi ha fiducia in lei e le propone di incidere alcuni 45 giri: è la volta di “Stessa spiaggia stesso mare”, “Mina”, “Mina e Gaber, un’ora con loro”, “Mina canta Napoli”, “Mina 2”, “Sabato sera – Studio uno ‘67”; ritorna anche al festival di Sanremo, ma le contestazioni non finiscono.
Nel 1967 Mina apre la PDU, sua ultima casa discografica per cui canterà: il primo album edito dalla nuova casa discografica è “Dedicato a mio padre”, in onore del padre che l’ha aiutata nell’impresa. Mina ritorna in tv, continua ad incidere dischi che ottengono sempre, nonostante tutte le critiche che spesso l’accompagnano, un notevole successo: negli anni 70 i successi che si contano maggiormente sono “Grande grande grande”, “E poi”, “L’importante è finire”, “Ancora ancora ancora”, ma nel 1978, dopo una serie di live di notevole successo, a causa di un’infezione polmonare, Mina si ritira dalla scena pubblica per non farci mai più ritorno, lasciando fans e stampa con un interrogativo mai chiarito.

Il suo lavoro come cantante non termina certo però, continuano i suoi successi, tra cui si ricordano: “Anche un uomo”, “Morirò per te”, “Rose su rose”, “Questione di feeling” (in duetto con Cocciante), “Via di qua” (in duetto con Fausto Leali), “Volami nel cuore” e l’albumMina Celentano” del 1998, cantato con il suo amico, oltre che collega Adriano Celentano.
Indelebili e senza tempo, i successi di Mina restano, e resteranno, le canzoni che hanno posto le basi di una musica italiana innovativa, un genere unico e straordinario che, probabilmente, difficilmente troverà eguali in futuro.

Guarda i post correlati


Lascia un Commento

  • MUSICA ITALIANA

  • GENERI MUSICALI

  • TALENT SHOW

  • Iscriviti alla newsletter

    Ogni mese tanti album musicali gratis agli iscritti!