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17 ottobre

Enzo Iacchetti : “Chiedo scusa al sig. Gaber”



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E’ finalmente uscito il disco di Enzo Iacchetti “Chiedo scusa al Sig. Gaber” dove il famoso comico ed artista omaggia il suo grande amico Giorgio Gaber.

Un gesto d’affetto nato per caso, ma che si è sviluppato in seguito con l’intento di far avvicinare il grande maestro anche a quelle generazioni che lo conoscono a malapena per il suo nome e che ignorino quanto possano essere belle e gradevoli le sue canzoni.

“Ho provato a metter mano alle prime canzoni di Giorgio, facendogli qualche scherzo”, ha dichiarato Iacchetti alla stampa. “ È chiaro che fatte da lui sono molto più vere! Ma il mio intento è quello di far sì che chi conosce Gaber non lo dimentichi mai, e chi non lo conosce possa sapere quanto fosse bravo, inimitabile e irraggiungibile”, conclude.

L’album è stato realizzato insieme alla Witz Orchestra e contiene il rifacimento dei brani più famosi del maestro Gaber.

Questa la tracklist:

1. Torpedo blu
2. Il Riccardo
3. Com’è bella la città
4. Barbera & Champagne
5. L’orgia
6. Trani a go-go
7. La ballata del Cerutti
8. Una fetta di limone
9. Benzina e cerini
10. Porta romana
11. Ma pensa te

12 agosto

Il Molleggiato, il ragazzo, in due parole… Adriano Celentano



Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck…”: come si potrebbe iniziare meglio di così un ritratto del Molleggiato per eccellenza, Adriano Celentano?

Un artista a 360°, conservatore ma allo stesso tempo irriverente, che ormai da più di 40 anni tiene banco nell’industria musicale italiana. E’ forse uno degli artisti italiani più complessi e mediaticamente forte degli ultimi 50 anni.

La sua carriera, si può quasi dire che nacque per caso, dopo che poco più che adolescente, il giovane Adriano si imbatte nella canzone “Rock around the clock” di Bill Haley nel film “Il seme della violenza. E’ lì che il molleggiato capisce che quella è la musica che gli appartiene, e che lo potrà portare al successo nella vita: il rock, puro e semplice. Fonda con i suoi amici Rock Boys, naturalmente sfociato nel Clan qualche anno dopo, a successo consolidato.

Dapprima per il gruppo vi è solo la possibilità di esibirsi live in diverse manifestazioni, ma al contempo, nonostante tutto, una possibilità di crescita dal punto di vista strumentale e musicale. Negli anni infatti si sono aggiunti ed allontanati artisti al suo interno del calibro di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.

Gli anni 50 passano tra esibizioni e crescita personale degli artisti. Dopo alcuni 45 giri dall’esito sfortunato e cantati in inglese, Celentano, sotto contratto Jolly, accompagnato alla chitarra ritmica da Gaber (che da quel momento in poi con Jannacci inciderà sotto il nome de “I Due corsari”, n.d.r.), raggiunge il mercato discografico con il singolo “Il ribelle”. E’ il 1959, ed arriva il successo, consolidato dall’uscita del brano: “Il tuo bacio è come un rock”, evergreen del cantante e dell’intero panorama musicale italiano. Leggi il resto di questo articolo »

27 luglio

“E tu stato” è l’inedito postumo di Giorgio Gaber



Giorgio Gaber

Pezzo scritto a 4 mani, da Giorgio Gaber e Sandro Luporini nel 1992 ma mai pubblicato, il singolo “E tu stato” sarà a breve immesso sul mercato.
E tu stato”, era stato proposto da Gaber in qualche live, negli anni successivi alla sua composizione, ma non fu mai pubblicato perché, “Giorgio pensava fosse troppo ancorata agli umori di Tangentopoli, che avrebbe perso la sua forza un un’altro contesto”, spiega il presidente della Fondazione Gaber Paolo Del Bon.

Ma di anni ormai ne son passati, e così la Fondazione Gaber ha deciso di incidere questo singolo e proprio a quanti non lo avessero ascoltato nei live; nessuna anticipazione dalla rete purtroppo, ma restate sintonizzati che v’informerò appena ho novità.

1 luglio

Gli A67 cantano Gaber contro le mafie



a67

Che Giorgio Gaber sia stato un artista speciale lo si è sempre saputo e sostenuto: oggi se ne ha ancora una volta prova.

L’autore è stato infatti scelto dalla band napoletana A67  per una riedizione canora atta a raccogliere fondi per l’Associazione “Libera” che da sempre lotta contro la criminalità organizzata.

La scelta del gruppo partenopeo è caduta su “Io non mi sento Italiano“. Tutti i proventi ricavati dalla vendita del singolo saranno devoluti al progetto “Libera Terra”, che ogni anno impegna molti volontari nei lavoro di recupero delle zone in passato in mano alla mafia.

Vi lasciamo all’ascolto.

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