6 dicembre
Lascia un commento
E’ stato presentato in anteprima qualche giorno fa sul sito del Corriere, ed ha lasciato tutti senza fiato: parliamo del video ufficiale di “Adesso è facile”, brano interpretato da Mina e Manuel Agnelli.
Un video reale, non fatto in cartone nel quale Manuel Agnelli interagisce con Benedetta Mazzini, figlia della tigre di Cremona. Ed è straordinariamente emozionante sentire uscire dalla bocca di Benedetta la voce della madre, soprattutto a causa di una forte somiglianza fisica tra le due donne.
Bisogna ringraziare Benedetta per questo video. E’ stata infatti lei a interrogare la madre per mesi sull’eventualità di non utilizzare un cartoon, ma un video vero, per raggiungere i giovani e quelle generazioni che forse non si sarebbero sentite attratte da un video “stile Mina”. Ed il risultato, va detto, è ottimo.
27 novembre

E’ in rotazione telefonica da oggi, venerdì 27 novembre, il nuovo singolo di Mina, “Adesso è facile“.
La tigre di Cremona torna con un nuovo singolo dal sapore particolare tratto dall’album “Facile”, con il quale la cantante torna alla ribalta dopo un periodo di silenzio.
Un connubio particolare quello espresso in questa canzone tra Mina ed il front-man degli Afterhours, da sempre garanzia di un prodotto musicale di successo. Un brano, “Adesso e facile”, che sembra unire i due mondi musicalmente opposti dai quali i suoi interpreti provengono. Non bisogna dimenticare che il gruppo si è inoltre occupato della parte strumentale e degli arrangiamenti.
Di una cosa si può essere certi: il risultato è impressionante.
15 settembre
Viene pubblicato oggi l’ultimo capolavoro di Mina, “Sulla tua bocca lo dirò“. L’album uscito a Febbraio 2009, rievoca quelli che sono i colti della musica italiana. Partendo dalle arie d’opera di Puccini ai temi di Gershwin e Bernstein, passando per Giordani e Piazzolla. Nessun cambiamento dei brani, l’unica differenza con l’uscita italiana è la copertina, creata da Mauro Balletti, fotografo designer che segue da tempo le copertine di Mina. Ancora un lavoro da 10+, parola di ItaliaInMusica!
Tracklist:
1: Mi chiamano Mimì
2: Ideale
3: I have a love
4: Caro mio ben
5: Oblivion (Una sombra más)
6: Mi parlavi adagio
7: Manon
8: È la solita storia
9: Nessun dorma
10: E lucevan le stelle
11: Sono andati?
18 agosto

Era il 1985 quando fu estratto dall’album “Il mare dei papaveri” di Riccardo Cocciante questo pezzo che ebbe un’enorme successo.
Qualche anno dopo, ecco che arriva il duetto con Mina: due grandi della musica italiana, a cantare un pezzo dalle atmosfere inusuali e delicate: una canzone melodica quasi d’altri tempi, come ricordo memorabile ed indelebile.
Ecco a voi il pezzo, con il testo.
Testo – Questione di feeling
Cantiamo insieme in libertà,
lasciando andar la voce dove va,
così per scherzo fra di noi,
posso provarci anch’io se vuoi,
inizia pure vai.
Sai la melodia che canterei,
sarebbe quasi un po’ così,
potrebbe essere
così, aprendo l’anima così,
lasciando uscire quello che
ognuno ha dentro,
ognuno ha in fondo
a se stesso,
che per far miracoli adesso,
sembra persino più sincero
nel cantare, nel cantare insieme.
Ah, ah, ah, ah… Ah, ah, ah, ah…
questione di feeling.
Ah, ah, ah, ah… Ah, ah, ah, ah…
questione di feeling, solo di feeling.
Così per scherzo fra di noi
inprovvisando un po’,
ti seguo pure vai.
Oh, oh, oh, oh…
La sera arriva,
il giorno piano piano se ne va,
ma se canti resta là.
Ah, ah, ah, ah… Ah, ah, ah, ah…
questione di feeling.
Ah, ah, ah, ah… Ah, ah, ah, ah…
questione di feeling, solo di feeling.
Aprendo l’anima così,
lasciando uscire quello che
ognuno ha dentro,
questione di feeling
lasciando emergere in noi
spontaneamente quel che c’è
nascosto in fondo,
questione di feeling,
questione di feeling.
Ah, ah, ah, ah… Ah, ah, ah, ah…
questione di feeling, solo di feeling

Colonna sonora di intere estati negli anni 60 e di una serie infinita di cinepanettoni estivi come “Sapore di Mare”. No, non parliamo di Abbronzatissima.
Indovinate un po’? Si tratta di “Stessa spiaggia, stesso mare” di Piero Focaccia, del 1963. Il nome ai giovanissimi non potrà dir molto, ma se intoniamo “Per quest’anno, non cambiare, stessa spiaggia stesso mare”, siamo sicuri che anche a loro gli occhi si illumineranno di comprensione.
Piccola curiosità: la canzone fu incisa anche da Mina.
“Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck…”: come si potrebbe iniziare meglio di così un ritratto del Molleggiato per eccellenza, Adriano Celentano?
Un artista a 360°, conservatore ma allo stesso tempo irriverente, che ormai da più di 40 anni tiene banco nell’industria musicale italiana. E’ forse uno degli artisti italiani più complessi e mediaticamente forte degli ultimi 50 anni.
La sua carriera, si può quasi dire che nacque per caso, dopo che poco più che adolescente, il giovane Adriano si imbatte nella canzone “Rock around the clock” di Bill Haley nel film “Il seme della violenza. E’ lì che il molleggiato capisce che quella è la musica che gli appartiene, e che lo potrà portare al successo nella vita: il rock, puro e semplice. Fonda con i suoi amici Rock Boys, naturalmente sfociato nel Clan qualche anno dopo, a successo consolidato.
Dapprima per il gruppo vi è solo la possibilità di esibirsi live in diverse manifestazioni, ma al contempo, nonostante tutto, una possibilità di crescita dal punto di vista strumentale e musicale. Negli anni infatti si sono aggiunti ed allontanati artisti al suo interno del calibro di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.
Gli anni 50 passano tra esibizioni e crescita personale degli artisti. Dopo alcuni 45 giri dall’esito sfortunato e cantati in inglese, Celentano, sotto contratto Jolly, accompagnato alla chitarra ritmica da Gaber (che da quel momento in poi con Jannacci inciderà sotto il nome de “I Due corsari”, n.d.r.), raggiunge il mercato discografico con il singolo “Il ribelle”. E’ il 1959, ed arriva il successo, consolidato dall’uscita del brano: “Il tuo bacio è come un rock”, evergreen del cantante e dell’intero panorama musicale italiano. Leggi il resto di questo articolo »
11 agosto

Oggi vi presentiamo una grande cantante impegnata nella cover di una grande canzone. Parliamo della grande Mina, e della canzone “Oggi sono io” del romano Alex Britti.
Le doti compositive e chitarristiche di Alex sono sempre state fuori dal comune, sia che si sia prodotto in canzoni d’amore che in canzoni leggere. Oggi sono io rientra forse tra le canzoni d’amore più belle del cantante. A tal punto da colpire Mina, che ne ha voluta fare subito una cover.
Questo video, riguarda proprio la registrazione di questa canzone. Ed è fantastico che una prima prova, possa essere trasformata così velocemente in una canzone fatta e finita.
Gustatevela fino in fondo.
La sua carriera musicale inizia da giovanissima: aveva appena 18 anni quando sale sul palco spinta dai compagni di scuola e, senza alcun imbarazzo, incanta il pubblico. La sua passione per la musica aveva profonde radici nel suo cuore: la nonna Amelia l’aveva avvicinata alla musica, per lo più lirica, ma benché a Mina Anna Mazzini, in arte Mina, piacesse di più il genere musicale di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald ed altri big americani, continuava a cantare, cantare, cantare……senza troppo impegno, senza partecipare a nessun concorso o festival.
La passione della musica però viveva anche nella sua famiglia: anche i suoi fratelli avevano abbracciato la via della musica: nel 1958, poco prima di compiere 18 anni, entra a far parte degli “Happy Boys”, la band fondata da Nino Donzelli e composta da Renzo Donzelli alla chitarra, il pianista Giorgio Levi, il cantante-bassista Giacomo “Micio” Masseroli e il batterista Fausto Coelli, come cantante.
La band si esibisce nei locali di Mantova, Parma, Piacenza, ed il pubblico è entusiasta delle sue esibizioni; in breve tempo la band acquista un notevole successo sia a livello nazionale che internazionale, grazie al notevole successo ottenuto dalle prime 4 canzoni incise per mano della Italdisc: le vendite toccano quota 100.000, ormai le porte per il successo sono aperte e, dietro contratto, Mina incide altri 2 45 giri.
Entra a far parte, agli inizi del 1959, di una nuova band: gli Happy Boys erano partiti per una tournèe in Turchi ma Mina non potè parteciparvi perché il padre si oppose; il 1959 arriva il definitivo successo di Mina, grazie all’affermazione del rock and roll anche nella musica italiana: arriva il pezzo che la porta al successo, “Tintarella di Luna”, che viene anche inserito in alcuni film.
Nel 1960 partecipa al Festival di Sanremo, anche se si piazza solo al 7° posto per lei è già un successo: nello stesso anno arriva “Il cielo in una stanza”, scritto da Gino Paoli che, nel giro di pochi mesi, diventa il 45 giri più venduto dell’anno, entrando in classifica anche in Spagna ed Usa.
Partecipa al Festival di Sanremo del 1961 con uno spirito molto poco aggressivo: la stampa l’ha attaccata da parecchi fronti e lei adesso deve superare una prova che si protrarrà per parecchi anni, il confronto con Milva; al festival propone “Io amo tu ami” e “Mille bolle blu”, si piazza 4° con il primo e 5° con il secondo: per lei è un vero e proprio affronto e giura che mai più avrebbe partecipato ad un festival di Sanremo. Leggi il resto di questo articolo »
(La canzone di Marinella – Mina e Faber- 1997)
Il solo nome basta ad illustrarne il mito: Fabrizio De Andrè. Il poeta, il cantore degli emarginati. Un artista che ci ha smesso di calcare le proprie orme su questa terra troppo presto, ma che ci ha lasciato nel cuore, canzoni indimenticabili.
Fabrizio, detto Faber, nasce a Genova il 18 febbraio del 1940, da una famiglia agiata ligure. Il suo carattere forte e ribelle lo porta fin dalla tenera età a seguire più i propri istinti che le regole prefissate che prima la famiglia e poi la scuola hanno tentato di imporgli. L’infanzia di De Andrè non è stata rose e fiori, da fanciullo, in prima media, subì un tentativo di molestia da parte di uno dei gesuiti del convitto nel quale studiava. Solo grazie al suo rumoroso rifiuto, ed al conseguente intervento del padre presso il Provveditorato agli studi, l’uomo fu cacciato. Nonostante la musica avesse per lui sempre rappresentato un punto fermo, finite le scuole superiori decise di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza: gli mancavano solamente sei esami al conseguimento della laurea quando decise di dedicarsi completamente alla musica.
L’esordio nel panorama musicale per Fabrizio arriva nel 1961. E’ quello l’anno infatti nel quale il cantautore pubblica il suo primo 45 giri il quale conteneva le seguenti due canzoni “Nuvole barocche” ed “E fu la notte”. Il vero successo, forse poco prima che il Poeta decidesse di mettere “la testa a posto” arriva nel 1968 quando Mina porta al successo la sua “ La Canzone di Marinella”. Da lì per il cantautore genovese la strada è tutta in discesa: arrivano i soldi, le proposte discografiche. Leggi il resto di questo articolo »
E come una lunga storia d’amore, si conferma e si rinnova la collaborazione tra la Tigre di Cremona, Mina ed il pastificio Barilla.
Proprio come quaranta anni fa la cantante torna a legare la sua voce ad uno spot pubblicitario dell’azienda. La prima volta fu nel 1965, ma nulla è cambiato, nemmeno il tema attorno al quale ruota lo spot: famiglia, e vita.
Questa volta la collaborazione tra Mina ed il pastificio si snoderà in tre diversi spot. Il primo, in onda dal 24 maggio scorso, rimarrà tale fino alla fine del 2009. In questo tris speciale, tre episodi parte di uno stesso racconto si snoderanno attraverso tre differenti formati di pasta ed evocazioni di momento della vita. E Mina ne sarà voce narrante. Lo spot è in onda sull’intero territorio nazionale.
Intanto godiamoci una delle magnifiche performance passate delle cantante in collaborazione con la Barilla.