Questa proprio non ci voleva per Morgan. L’ex cantante dei Bluvertigo rischia infatti l’espulsione da Sanremo per alcune indiscrezioni stampa uscite ieri riguardanti l’intervista rilasciata dal cantante e conduttore al mensile Max.
Secondo le stesse, Morgan avrebbe ammesso di fare quotidianamente uso di cocaina come antidepressivo. Dichiarazioni che hanno fatto drizzare capelli a tutti, a partire dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza, fino al direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi.
La smentita è arrivata a stretto giro di corda, ma ormai lo scandalo era scoppiato. Come andrà a finire?
Edit: Morgan è stato escluso da Sanremo (3/2/2010 ore 10:58)
11 novembre

Una canzone dolce ma potente al tempo stesso, cantata da Lorella Cuccarini, la soubrette più amata dagli italiani.
Nonostante la sua carriera di ballerina e showgirl, Lorella Cuccarini è dotata di un forte strumento vocale che le ha dato modo, oltre che di incidere dischi, anche di prendere parte come protagonista a diversi musical.
Nel lontano 1995 partecipò a Sanremo con “Un altro amore no”: una canzone d’amore dalla melodia molto accattivante e romantica.
19 settembre

Cè chi la definisce la “Anti-Allevi”, ma lei glissa e stupisce con le sue composizioni. Parliamo di Federica Fornabaio, 24 anni, un sorriso solare ed una passione per il pianoforte che l’ha portata a solcare il palcoscenico fin dalla giovane età.
L’abbiamo vista lo scorso febbraio dirigere, nella loro avventura sanremese i due vincitori della kermesse nelle rispettive categorie, Marco Carta ed Arisa. Ora tocca a lei mettersi direttamente davanti al suo pubblico con il suo lavoro. E lo fa con un disco per pianoforte solo che porta il suo stesso nome. Semplicemente “Federica Fornabaio”.
L’album contiene al suo interno 11 composizioni originali e due omaggi ad altrettanti artisti: Ryuichi Sakamoto e a Yann Tiersen: per chi deciderà per il download digitale dell’album saranno disponibili ben 3 bonus track

Uno sfogo duro, durissimo, quello che concede Umberto Tozzi al Tgcom, presentando il suo nuovo album Superstar: una raccolta di “lati b” dei suoi singoli.
Una polemica infinita giustificata da una certa amarezza che è possibile cogliere dalle sue parole, e che tocca a tutto campo sia i talent show che il concorso canoro per eccellenza: il festival di Sanremo. Ciò che crea tanto malumore è il mancato passaggio radiofonico del suo singolo, “L’amore non c’è più”.
Una scelta effettivamente incomprensibile e che il cantautore torinese spiega come effetto dei tempi e delle logiche di convenienza delle emittenti. Dopo essersi definito “abbastanza incazzato”, Tozzi, pur salvando Giusy Ferreri, attacca senza posa italent show, additando “Amici” e “X Factor” come un covo di depressi e lanciando una frecciata a Morgan, dichiarando di non conoscerne le composizioni musicali.
Infine mette il punto su Sanremo, sottolineando il poco rispetto che si è avuto nei suoi confronti : “Ho già dato nel 2005 con Bonolis e Mazzi”
20 agosto

Ebbene si, pare proprio di si! Benchè sia solo una voce di corridoio, ancora non confermata da alcun organizzatore o patron dell’evento, pare che si stia ipotizzando l’eventualità di accettare al concorso canoro più famoso d’Italia le canzoni in dialetto.
Quindi se finora avete pensate che parlare in dialetto fosse dialetticamente scorretto, e che cantare fosse ancor peggio beh…grazie alla proposta del Consigliere comunale della Lega Nord a Sanremo Marco Lupi oggi potrete ricredervi: il politico del Carroccio afferma infatti come “non ci sia palcoscenico migliore del Festival di Sanremo per valorizzare cultura, storia e tradizioni di ogni singola regione italiana”.
In passato però, è capitato che al Festival di Sanremo si esibissero artisti in dialetto, come i Tazenda o i Pitura Freska.
Beh, staremo a vedere, restate sintonizzati per nuove informazioni in merito.
“Vorrei cantare come Biagio Antonacci, Vorrei pesare come Biagio Antonacci, Firmare autografi alle fan, riempire i palasport, E fare quel che fa Biagio Antonacci”. Cantava così ai suoi esordi con il pubblico Simone Cristicchi, cantantautore romano, tra gli artisti maggiormente apprezzati dell’ultimo decennio.
Per anni schivato dalle grandi case discografiche, questo ragazzo dai capelli ricci, sguardo dolci e spessi occhiali da vista, nonostante una carriera ben più lunga e ricca di premi, è riuscito solo con questo tormentone appena citato nel 2005 a convincere le case discografiche del suo indubbio valore.
Una canzone che divertì tanto Biagio Antonacci al punto di invitare di corsa Simone a cantarla in un suo concerto, e che colpì tanto il pubblico, da portare il giovane cantautore dalle stalle alle stelle discografiche nel giro di breve tempo. 
Il numero di premi vinti da Simone in carriera è immenso, dei quali la vittoria al Festival di Sanremo del 2007 è solo la punta di un iceberg che vede ben più grandi ed importanti riconoscimenti.
Classe 1977, Simone Cristicchi, musicalmente è frutto del suo talento e delle esperienze di vita da lui vissute. Un uomo che non ha paura di sperimentar e nuove sonorità, nuovi modi di cantare, e che soprattutto, attraverso la musica non ha mai avuto paura di esprimere sensazioni, emozioni, ma soprattutto parlare di realtà considerate scomode e per questo dimenticate. Leggi il resto di questo articolo »

Di questo periodo in ambito musicale se ne sentono davvero tante, ma questa notizia che vi riporteremo, suona tra le più curiose in assoluto dell’ultimo mese, ancora più della possibilità (sfumata) del quarto giudice ad X factor.
Parliamo della proposta del leghista Marco Lupi, Presidente del Consiglio comunale di Sanremo, ovvero quella di istituire, all’interno del festival della città dei fiori, una sezione apposita per le lingue municipali, ovvero i dialetti.
Secondo quanto riportato dalla stampa il progetto presentato dal consigliere prevederebbe da parte di tutti i partecipanti, la presentazione di brani inediti cantati nel loro dialetto.
Ma Sanremo non era il “Festival della musica italiana?”

Passa il tempo, ci si avvicina a febbraio, ma il toto-festival è ancora in pieno svolgimento. Chi salirà sul palco dell’Ariston?
Una domanda questa che si pongono tutti, ed alla quale nessuno è ancora in grado di rispondere. Sono state presentate le ipotesi più disparate: l’ultima delle tante vedrebbe il noto attore comico Christian De Sica, fare coppia con Antonella Clerici. I diretti interessati cadono dalle nuvole ma il dubbio negli spettatori rimane: ” Cosa farebbero insieme su quel palco quei due?”.
Dopo l’allontanamento dell’ipotesi Bonolis che tanto aveva funzionato lo scorso anno, ancora ci si chiede chi potrà evitare che il Festival ritorni quello spettacolo noioso nel quale gli ultimi anni si era trasformato. Toccherà invocare un aiuto dal cielo? Ai posteri l’ardua sentenza.
Vi sono cantanti che dopo la prima partecipazione a Sanremo, letteralmente spariscono dalla scena del Festival se non addirittura dal panorama musicale.
Non è il caso di Arisa, vera scoperta del Festival di quest’anno ed una delle cantanti piuù in voga del momento grazie all’exploit della sua “Sincerità”.
La cantante ammette senza peli sulla lingua attraverso il nosto settimanale di spettacolo “Sorrisi e Canzoni” di voler bissare l’esperienza sanremese. “Con il mio fidanzato Giuseppe stiamo lavorando a molti pezzi nuovi”, rivela Arisa, “C’e’ in particolare”, spiega, “un brano molto bello che vorremmo portare al prossimo Sanremo. Io, per parte mia, ho sempre dato il massimo: lo facevo quando ero estetista”, conclude Arisa, “e lo faccio ora che sono cantante”.
“Vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia che ce l’ha con me…”
Cantava così Rino Gaetano qualche anno prima della sua morte. Come sempre troppo pochi gli anni di vita su questa terra di un altro grande artista della musica Italiana.
Una fine avvenuta per incidente stradale (si sussurra in seguito ad un abuso di cocaina) solo qualche giorno dopo essere uscito illeso da un simile imprevisto ed a pochi giorni dal suo matrimonio. Una immortalità conquistata attraverso le sue canzoni. E’ così che Rino lascia i suoi fan e questa terra a soli 31 anni di età, il 2 giugno del 1981. All’apice del suo successo, come tanti altri grandi prima di lui.
La sua musica è diversa da quella contemporanea dell’epoca. Le sue canzoni sono gridi di denuncia, la voglia di cantare questa Italia bella ma maledetta allo stesso tempo. Quell’Italia che Rino analizza da un punto di vista personale attraverso le vite di prostitute, di persone disagiate, con una dissacrante ironia che ne rappresenta il punto forte.
Non è stato capito fin dall’inizio della sua carriera, questo ragazzo nato a Crotone il 29 ottobre del 1950 e trapiantato con la sua famiglia a Roma nemmeno 10 anni dopo. Una città alla quale rimarrà legato per tutta la vita, vivendoci fino alla morte. E’ un Rino appena ventunenne quello che dopo numerose serate al Folkstudio viene notato da Vincenzo Micocci e messo sotto contratto dalla IT.
E’ proprio nell’ambiente discografico che il cantautore conoscerà quelli che si riveleranno i suoi migliori amici: Antonello Venditti , Lucio Dalla, Marco Messeri e Francesco De Gregori. Il debutto discografico avviene nel 1973 sotto lo pseudonimo di Kammamuri’s c on il brano “I love you Marianna” che racconta l’amore del cantante per la nonna (in molti hanno giocato sul doppio senso del nome con la cannabis). Il suo primo album, “Ingresso Libero” non ottiene grandi risultati.
Il successo per Rino arriva nel 1975: è quello l’anno nel quale pubblica uno dei suoi maggiori successi “Ma il cielo è sempre più blu”, un brano che negli anni successivi alla sua scomparsa è stato reinterpretato da diversi artisti appartenenti alle più svariate tendenze musicali.
La consacrazione nell’Olimpo dei grandi arriva con la partecipazione a Sanremo del 1978, quando vestito in frac, tuba, e suonando l’Ukulele, Rino si presenta davanti al pubblico con la sua “Gianna”. Il successo è impressionante. Pur piazzandosi terzo dietro a Matia Bazar ed Anna Oxa, “Gianna” risulta il 45 giri più venduto in Italia per mesi.
“Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta”. Apriva così nel 1978 un suo concerto presso il lido di Ostia. Ancora una volta Rino diventa veggente di Sé stesso.
Quasi “non capito” dalla sua generazione, Gaetano viene idolatrato postumamente. Nel 2007 la Rai presenta una fiction sul cantautore, “Ma il cielo è sempre più blu”, interpretata dall’eccelso Claudio Santamaria, e osteggiata dalla sorella del cantante, Anna, perché “troppo romanzata”.
Il successo che la stessa ha avuto, e tutte le iniziative ancora presenti sul territorio in nome di Rino Gaetano, dimostrano ancora una volta quanto eclettico artista (si dedicò anche al Teatro: nell’anno della sua morte interpretava la Volpe nella piece di Pinocchio diretta da Carmelo Bene) sia tuttora nel cuore della gente.
21 giugno
Si è aggiudicato il premio Mogol nonostante il suo pezzo, presentato al Festival di Sanremo, abbia sollevato numerose polemiche anche a festival concluso Giuseppe Povia ma, la grinta per ripartire e toccare nuovamente temi scottanti non gli si è certo placata.
In un’intervista ha infatti dichiarato di essere già impegnato nella stesura di un pezzo sulla triste vicenda di Eluana Englaro, e di essere intenzionato, forse, a presentarla al prossimo festival di Sanremo.
Riguardo il premio Mogol appena vinto, Povia commenta: “Questo riconoscimento è il massimo della rivincita, non me l’aspettavo dal migliore autore italiano. Mogol è stato uno dei pochi che ha capito la buona fede del pezzo. Un premio che va a sfavore dei giornalisti italiani, che mi hanno massacrato come killer”.
Si sente già nell’aria la prossima polemica su questo pezzo di Povia che sarà di sicuro ancora più cocente dell’altro, ma aspettiamo di saperne delle nuove, che vi gireremo prontamente, per poi seguire gli attacchi (ingiusti) dei media.
Fermento sulla scena musicale. L’estate sta arrivando, i tormentoni iniziano a saltare fuori, gli artisti emergono. Anche la televisione calca le stesse orme.
Al momento l’attenzione televisiva sembrerebbe focalizzata quasi esclusivamente sull’abbandono di Simona Ventura nei confronti di X Factor. Gesto questo che porta i media a domandarsi cosa ci possa essere di tanto grande od importante da spingere la conduttrice ad “abbandonare” una sua creatura. Ed è in quel momento che tutti ricordano che un’altra importante trasmissione televisiva è attualmente senza presentatore: il Festival di Sanremo.
Quello di Simona Ventura non è l’unico nome che i bene informati sussurrano. Dopo la decisione, insolita, dati gli ascolti ottenuti, di non voler riproporre Paolo Bonolis felicemente riapprodato a Mediaset, questi i nomi dei papabili presentatori al quale il destino del nostro maggiore festival musicale è affidato: Pippo Baudo, Maria De Filippi, Gerry Scotti, Antonella Clerici, Raffaella Carrà, Carlo Conti e la coppia Renzo Arbore e Piero Chiambretti.
Un consiglio? Guardare al futuro. Ed alle vendite discografiche. E regolarsi di conseguenza. Probabilmente gli unici nomi veramente interessanti per un Festival di successo sarebbero Maria De Filippi e la coppia Arbore Chiambretti: che ne dite?